La solitudine o ci fa ritrovare o ci fa perdere noi stessi. (Roberto Gervaso)

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lunedì 19 giugno 2017

Intervista all'interessante scrittore fantasy Francesco Leo

Cari lettori,

questa sera, l'ospite del blog è Francesco Leo, un autore fantasy che, con l'opera "Nithràl - Il ciclo della rinascita", ha ottenuto la Menzione di Merito per la categoria Libro Fantasy Edito del Concorso Letterario Nazionale "Artisti" ed io ho avuto il piacere e l'onore di conoscere attraverso questa intervista.

Potete leggere di lui anche nell'ufficiale pagina Facebook da questo link: https://www.facebook.com/FrancescoLeoOfficialPage/

Buona lettura a tutti e congratulazioni allo scrittore! :)

Nota biografica:

Francesco Leo, nato a Magliano Sabina il 29 Giugno del 1992. Sin da piccolo si mostra interessato alle arti in genere, mostrando uno spiccato senso della creatività. Incantato dal cinema e dalla recitazione, si appassiona particolarmente al genere Fantasy. Con il trascorrere degli anni, altre passioni si aggiungono alla lista: videogiochi, lettura e programmazione. Trascorre i primi anni dell'infanzia a Civita Castellana, città del viterbese, per poi trasferirsi a Fabrica di Roma, poco distante dalla località precedente. Terminate le scuole medie, si iscrive all'Istituto Tecnico Industriale per apprendere le scienze informatiche, che da sempre lo avevano attratto. Subito dopo il primo anno, però, in seguito alla separazione dei suoi genitori, va a vivere con suo fratello a Siano, in provincia di Salerno, paese di origine del padre, che resta con loro. In quel periodo il suo carattere introverso lo porta a chiudersi in sé stesso, trovandosi solo in un posto nuovo e privo degli amici con cui aveva trascorso la sua adolescenza. Per questo motivo, inizia ad impegnare la monotonia delle giornate con la scrittura e la palestra. Superate le difficoltà iniziali, il ragazzo instaura nuove amicizie e sceglie di parlare con loro, oltre ai suoi genitori, di un romanzo di fantasia che aveva iniziato a scrivere. Basandosi su idee tratte da una storia che aveva scritto quando era più piccolo, il giovane è determinato a completare il romanzo, che successivamente verrà mostrato ad un' insegnante per una valutazione. Ottenuto un buon riscontro, Francesco comincia a pensare di fare un passo in più: tentare la pubblicazione del manoscritto. Così, per caso, entra a far parte di un gruppo di persone online che consta di diversi artisti autodidatta, tra cui molti scrittori che lo introducono al selfpublishing. Il selfpublishing si basa sulla creazione di un libro di cui lo stesso autore è responsabile di procurarsi una copertina, ingaggiare una campagna pubblicitaria e provvedere alla revisione dello stesso. Successivamente, lo scritto viene pubblicato online mediante diverse piattaforme a basso costo. In questo modo, un autore emergente può usufruire di un'ottima vetrina investendo somme di denaro non spropositate. Così, intenzionato a farsi conoscere dapprima online per poi sperare in un futuro sulla strada della scrittura, e supportato da familiari e amici, inizia il suo percorso da autore selfpublisher. Le carte in tavola cambiano quando una generosa offerta della casa editrice Edizioni Paguro propone di lasciar loro l'onere della pubblicazione. A quel punto, Francesco sceglie di limitare l'iniziale scelta del selfpublishing solo per il formato digitale (e-book) delle opere, affidandosi a Edizioni Paguro per quello cartaceo. I due volumi usciti de "Il Ciclo della Rinascita" giungono finaliste al Premio Internazionale "Michelangelo Bonarroti" e ricevono due menzioni di merito in due Premi Nazionali. Attualmente la stesura della trilogia è completa, ed è al lavoro con due nuovi progetti. “



Qual è stata la lettura che ti ha spinto a desiderare un futuro da scrittore?

La lettura è da sempre stata un passatempo e un modo per apprendere. Mi ha affascinato sin dal principio per il potere di trasportare il lettore in altre epoche, mondi e vicende. È un buon modo per staccare la spina e riflettere, ma non fu lei a farmi scattare la voglia di scrivere. L'intenzione di mettere le mie idee per iscritto, attraverso le storie che albergavano dentro di me, si sviluppa con l'obiettivo di dare qualcosa ai lettori. Le mie trame raccontano la vita attraverso universi e personaggi immaginari che nonostante tutto portano con loro un pizzico d'ognuno di noi. Ciò che scrivo vuole trasmettere l'importanza dei valori e trascorrere ogni giorno con la stessa determinazione.


Da piccolo cosa sognavi di diventare?

Troppo e nulla, non ho mai avuto le idee chiare per quanto riguarda questo. Forse ero troppo preso dall'immaginazione già all'epoca e pensavo completamente ad altro. A rifletterci, oggi potrei risponderti che farei con piacere della mia passione per la scrittura un lavoro.

Un libro ti ha mai salvato la vita?

Più in generale, direi che ogni libro ci aiuta a salvarci. Ognuno di loro è custode di insegnamenti importanti, e fare riferimento solo a uno di loro significherebbe sminuire la mia idea a riguardo.

Un altro che, invece, ti riprometti di leggere ma lo riponi continuamente sullo scaffale?

Quando inizio qualcosa non riesco a non portarla a termine, e lo stesso vale per la lettura. Se inizio un romanzo, non riesco a staccarmici e a dargli una valutazione completa se prima non lo concludo. Ad oggi, alcuna lettura iniziata è stata sospesa.

Che generi di lettura prediligi?

Essendo uno scrittore prettamente fantasy, leggo per lo più libri dello stesso genere.

Li hai mai sperimentati in fase di scrittura?

Oltre al fantasy ho sperimentato solo il drammatico, e l'ho fatto in un racconto che è ancora inedito.

Se non fossi Francesco Leo, nelle vesti di chi vorresti esser nato?

Non vorrei essere nato, semplicemente. Non riuscirei a identificarmi in un'altra persona o qualsiasi altra cosa, in questo momento. E, detto tra noi, credo che mai ci riuscirò. Significherebbe rinnegare se stessi, e non lo farei mai a me.

Una persona o un personaggio che ammiri?

Molti, soprattutto autori. Ho conosciuto alcuni di loro di persona, e con altri è nato un ottimo rapporto d'amicizia. Elencarli tutti adesso, però, non sarebbe appropriato.

Un grande scrittore che peculiarità dovrebbe possedere?

Non credo di essere ai livelli giusti per rispondere a questa domanda, ma posso dirti qual è il mio punto di vista. Credo che uno scrittore in gamba debba saper rapire il lettore, intrattenere, sorprendere e insegnare al contempo. E per questo, sicuramente una buona trama è alla base di tutto.



Quale si è rivelata la difficoltà più ardua che hai dovuto superare?

C'è stato un periodo in cui a causa di una perdita familiare mi sono allontanato dalla scrittura. Ho continuato a essere attivo attraverso interventi dal vivo, interviste e radio, ma non avevo la concentrazione giusta per continuare la stesura del mio romanzo. Ho impiegato circa un paio di mesi per rimettermi in sesto, ma credo di essere giustificato. Non tutto è sempre rose e fiori, e se qualcosa turba uno scrittore difficilmente questi riesce a mantenere lo stesso ritmo. Siamo umani, non biasimerei nessuno per questo.

La tua autocitazione preferita?

Per ora sono tutte a me care nello stesso modo, ognuna partorita da riflessioni a cui la scrittura mi induce ogni attimo. Che siano condivise o meno, poi, è un altro discorso.

Come trai ispirazione per scrivere?

Lampi d'immaginazione, eventi nella vita d'ogni giorno che suscita in particolar modo la creatività. La voglia di comunicare, di esternare un'idea e delle emozioni ad altri.

Lasci che la tua scrittura subisca qualche influenza o prendi pause dalla lettura?

Riesco a leggere un romanzo e a scriverne un altro con molta tranquillità, per fortuna. Che poi possa esserci qualcosa che ci ha colpito in particolar modo e che influenzi le nostre azioni, può capitare. Si prende spunto da tutto ciò che ci attira, sarei un bugiardo se negassi che il mio stile non abbia subito le ripercussioni di molte letture.

L'idea di partenza l'hai sempre mantenuta nelle tue storie?

Di solito varia sempre, almeno un po'. Fa parte del processo di maturazione della trama e dell'idea che porto dentro.

Hai una regola di scrittura?

R: Penso che ognuno di noi s'imponga delle regole di scrittura senza esserne consapevole. Si creano, modellano come argilla e sono sotto l'influsso di ciò che vivo. Alla fine facciamo di queste regole una legge non scritta e che entra nel nostro essere. Si parla di stile e automatismo nell'impostare il lavoro.

A chi consigli e a chi, invece, non consigli i tuoi romanzi?

R: Li consiglio a un qualsiasi pubblico col coraggio di sognare oltre i confini della realtà e abbia voglia di apprendere, conoscere il mio punto di vista attraverso i miei viaggi.


Hai avuto anche diversi interventi televisivi. Come hai vissuto queste esperienze?

Esperienze come queste fanno sempre molto piacere e all'inizio incutono anche un po' di timore. Ammetto che col tempo si acquista sicurezza e si prende familiarità con le telecamere, ma l'eccitazione della prima volta non svanisce mai. Mettere la propria faccia in televisione è di sicuro un passo importante per affermare le proprie idee e mostrarsi al pubblico.

Hai una massima di vita?

Mi piace vivere ogni momento sforzandomi per renderlo unico. Per farlo, cerco di attorniarmi di persone a me importanti, e faccio una cernita ogni giorno di ciò che possa farmi bene o male.

Progetti per il prossimo futuro?

Molti. L'ultimo volume è in fase di editing, ed ho da poco terminato la stesura di un romanzo da una storia completamente nuova. C'è una collaborazione interessante all'orizzonte e molto altro ancora, ma preferisco non annunciare ancora nulla.




Che messaggio vuoi trasmettere ai lettori?


Portate alti i vostri valori e non permettete al marcio che c'è nel mondo di deturparli. Rischiate per fare ciò che amate, lottate per le persone a cui tenete e ricordate che se avete un motivo per cadere ve ne saranno almeno dieci per rialzarvi. Vivete.