La solitudine o ci fa ritrovare o ci fa perdere noi stessi. (Roberto Gervaso)

La solitudine o ci fa ritrovare o ci fa perdere noi stessi. (Roberto Gervaso)

lunedì 19 giugno 2017

Intervista all'interessante scrittore fantasy Francesco Leo

Cari lettori,

questa sera, l'ospite del blog è Francesco Leo, un autore fantasy che, con l'opera "Nithràl - Il ciclo della rinascita", ha ottenuto la Menzione di Merito per la categoria Libro Fantasy Edito del Concorso Letterario Nazionale "Artisti" ed io ho avuto il piacere e l'onore di conoscere attraverso questa intervista.

Potete leggere di lui anche nell'ufficiale pagina Facebook da questo link: https://www.facebook.com/FrancescoLeoOfficialPage/

Buona lettura a tutti e congratulazioni allo scrittore! :)

Nota biografica:

Francesco Leo, nato a Magliano Sabina il 29 Giugno del 1992. Sin da piccolo si mostra interessato alle arti in genere, mostrando uno spiccato senso della creatività. Incantato dal cinema e dalla recitazione, si appassiona particolarmente al genere Fantasy. Con il trascorrere degli anni, altre passioni si aggiungono alla lista: videogiochi, lettura e programmazione. Trascorre i primi anni dell'infanzia a Civita Castellana, città del viterbese, per poi trasferirsi a Fabrica di Roma, poco distante dalla località precedente. Terminate le scuole medie, si iscrive all'Istituto Tecnico Industriale per apprendere le scienze informatiche, che da sempre lo avevano attratto. Subito dopo il primo anno, però, in seguito alla separazione dei suoi genitori, va a vivere con suo fratello a Siano, in provincia di Salerno, paese di origine del padre, che resta con loro. In quel periodo il suo carattere introverso lo porta a chiudersi in sé stesso, trovandosi solo in un posto nuovo e privo degli amici con cui aveva trascorso la sua adolescenza. Per questo motivo, inizia ad impegnare la monotonia delle giornate con la scrittura e la palestra. Superate le difficoltà iniziali, il ragazzo instaura nuove amicizie e sceglie di parlare con loro, oltre ai suoi genitori, di un romanzo di fantasia che aveva iniziato a scrivere. Basandosi su idee tratte da una storia che aveva scritto quando era più piccolo, il giovane è determinato a completare il romanzo, che successivamente verrà mostrato ad un' insegnante per una valutazione. Ottenuto un buon riscontro, Francesco comincia a pensare di fare un passo in più: tentare la pubblicazione del manoscritto. Così, per caso, entra a far parte di un gruppo di persone online che consta di diversi artisti autodidatta, tra cui molti scrittori che lo introducono al selfpublishing. Il selfpublishing si basa sulla creazione di un libro di cui lo stesso autore è responsabile di procurarsi una copertina, ingaggiare una campagna pubblicitaria e provvedere alla revisione dello stesso. Successivamente, lo scritto viene pubblicato online mediante diverse piattaforme a basso costo. In questo modo, un autore emergente può usufruire di un'ottima vetrina investendo somme di denaro non spropositate. Così, intenzionato a farsi conoscere dapprima online per poi sperare in un futuro sulla strada della scrittura, e supportato da familiari e amici, inizia il suo percorso da autore selfpublisher. Le carte in tavola cambiano quando una generosa offerta della casa editrice Edizioni Paguro propone di lasciar loro l'onere della pubblicazione. A quel punto, Francesco sceglie di limitare l'iniziale scelta del selfpublishing solo per il formato digitale (e-book) delle opere, affidandosi a Edizioni Paguro per quello cartaceo. I due volumi usciti de "Il Ciclo della Rinascita" giungono finaliste al Premio Internazionale "Michelangelo Bonarroti" e ricevono due menzioni di merito in due Premi Nazionali. Attualmente la stesura della trilogia è completa, ed è al lavoro con due nuovi progetti. “



Qual è stata la lettura che ti ha spinto a desiderare un futuro da scrittore?

La lettura è da sempre stata un passatempo e un modo per apprendere. Mi ha affascinato sin dal principio per il potere di trasportare il lettore in altre epoche, mondi e vicende. È un buon modo per staccare la spina e riflettere, ma non fu lei a farmi scattare la voglia di scrivere. L'intenzione di mettere le mie idee per iscritto, attraverso le storie che albergavano dentro di me, si sviluppa con l'obiettivo di dare qualcosa ai lettori. Le mie trame raccontano la vita attraverso universi e personaggi immaginari che nonostante tutto portano con loro un pizzico d'ognuno di noi. Ciò che scrivo vuole trasmettere l'importanza dei valori e trascorrere ogni giorno con la stessa determinazione.


Da piccolo cosa sognavi di diventare?

Troppo e nulla, non ho mai avuto le idee chiare per quanto riguarda questo. Forse ero troppo preso dall'immaginazione già all'epoca e pensavo completamente ad altro. A rifletterci, oggi potrei risponderti che farei con piacere della mia passione per la scrittura un lavoro.

Un libro ti ha mai salvato la vita?

Più in generale, direi che ogni libro ci aiuta a salvarci. Ognuno di loro è custode di insegnamenti importanti, e fare riferimento solo a uno di loro significherebbe sminuire la mia idea a riguardo.

Un altro che, invece, ti riprometti di leggere ma lo riponi continuamente sullo scaffale?

Quando inizio qualcosa non riesco a non portarla a termine, e lo stesso vale per la lettura. Se inizio un romanzo, non riesco a staccarmici e a dargli una valutazione completa se prima non lo concludo. Ad oggi, alcuna lettura iniziata è stata sospesa.

Che generi di lettura prediligi?

Essendo uno scrittore prettamente fantasy, leggo per lo più libri dello stesso genere.

Li hai mai sperimentati in fase di scrittura?

Oltre al fantasy ho sperimentato solo il drammatico, e l'ho fatto in un racconto che è ancora inedito.

Se non fossi Francesco Leo, nelle vesti di chi vorresti esser nato?

Non vorrei essere nato, semplicemente. Non riuscirei a identificarmi in un'altra persona o qualsiasi altra cosa, in questo momento. E, detto tra noi, credo che mai ci riuscirò. Significherebbe rinnegare se stessi, e non lo farei mai a me.

Una persona o un personaggio che ammiri?

Molti, soprattutto autori. Ho conosciuto alcuni di loro di persona, e con altri è nato un ottimo rapporto d'amicizia. Elencarli tutti adesso, però, non sarebbe appropriato.

Un grande scrittore che peculiarità dovrebbe possedere?

Non credo di essere ai livelli giusti per rispondere a questa domanda, ma posso dirti qual è il mio punto di vista. Credo che uno scrittore in gamba debba saper rapire il lettore, intrattenere, sorprendere e insegnare al contempo. E per questo, sicuramente una buona trama è alla base di tutto.



Quale si è rivelata la difficoltà più ardua che hai dovuto superare?

C'è stato un periodo in cui a causa di una perdita familiare mi sono allontanato dalla scrittura. Ho continuato a essere attivo attraverso interventi dal vivo, interviste e radio, ma non avevo la concentrazione giusta per continuare la stesura del mio romanzo. Ho impiegato circa un paio di mesi per rimettermi in sesto, ma credo di essere giustificato. Non tutto è sempre rose e fiori, e se qualcosa turba uno scrittore difficilmente questi riesce a mantenere lo stesso ritmo. Siamo umani, non biasimerei nessuno per questo.

La tua autocitazione preferita?

Per ora sono tutte a me care nello stesso modo, ognuna partorita da riflessioni a cui la scrittura mi induce ogni attimo. Che siano condivise o meno, poi, è un altro discorso.

Come trai ispirazione per scrivere?

Lampi d'immaginazione, eventi nella vita d'ogni giorno che suscita in particolar modo la creatività. La voglia di comunicare, di esternare un'idea e delle emozioni ad altri.

Lasci che la tua scrittura subisca qualche influenza o prendi pause dalla lettura?

Riesco a leggere un romanzo e a scriverne un altro con molta tranquillità, per fortuna. Che poi possa esserci qualcosa che ci ha colpito in particolar modo e che influenzi le nostre azioni, può capitare. Si prende spunto da tutto ciò che ci attira, sarei un bugiardo se negassi che il mio stile non abbia subito le ripercussioni di molte letture.

L'idea di partenza l'hai sempre mantenuta nelle tue storie?

Di solito varia sempre, almeno un po'. Fa parte del processo di maturazione della trama e dell'idea che porto dentro.

Hai una regola di scrittura?

R: Penso che ognuno di noi s'imponga delle regole di scrittura senza esserne consapevole. Si creano, modellano come argilla e sono sotto l'influsso di ciò che vivo. Alla fine facciamo di queste regole una legge non scritta e che entra nel nostro essere. Si parla di stile e automatismo nell'impostare il lavoro.

A chi consigli e a chi, invece, non consigli i tuoi romanzi?

R: Li consiglio a un qualsiasi pubblico col coraggio di sognare oltre i confini della realtà e abbia voglia di apprendere, conoscere il mio punto di vista attraverso i miei viaggi.


Hai avuto anche diversi interventi televisivi. Come hai vissuto queste esperienze?

Esperienze come queste fanno sempre molto piacere e all'inizio incutono anche un po' di timore. Ammetto che col tempo si acquista sicurezza e si prende familiarità con le telecamere, ma l'eccitazione della prima volta non svanisce mai. Mettere la propria faccia in televisione è di sicuro un passo importante per affermare le proprie idee e mostrarsi al pubblico.

Hai una massima di vita?

Mi piace vivere ogni momento sforzandomi per renderlo unico. Per farlo, cerco di attorniarmi di persone a me importanti, e faccio una cernita ogni giorno di ciò che possa farmi bene o male.

Progetti per il prossimo futuro?

Molti. L'ultimo volume è in fase di editing, ed ho da poco terminato la stesura di un romanzo da una storia completamente nuova. C'è una collaborazione interessante all'orizzonte e molto altro ancora, ma preferisco non annunciare ancora nulla.




Che messaggio vuoi trasmettere ai lettori?


Portate alti i vostri valori e non permettete al marcio che c'è nel mondo di deturparli. Rischiate per fare ciò che amate, lottate per le persone a cui tenete e ricordate che se avete un motivo per cadere ve ne saranno almeno dieci per rialzarvi. Vivete.

sabato 10 giugno 2017

Intervista di Fausto Bailo per il blog letterario di Dianora Tinti

Ciao a tutti,

volevo segnalarvi l'intervista sui miei ultimi due libri di poesia del giornalista Fausto Bailo per il blog letterario della scrittrice Dianora Tinti da questo link http://www.dianoratinti.it/alka-raluca-badea-intervista/ dove pure mi racconto un po' :-)
Grazie per l'attenzione e buona lettura agli interessati. 





lunedì 5 giugno 2017

Intervista al pittore Bruno Pollacci

Cari lettori,

oggi vorrei presentarvi l'arte del professor Bruno Pollacci. Questa è la sua nota biografica e l'intervista che gentilmente ha rilasciato per noi, dove racconta con piacere e profondità spirituale la sua personalità creativa. Buona lettura, con le mie congratulazioni sentite ad un grande artista!



“Pittore, Grafico, Scultore, Fotografo, Bruno Pollacci è nato a Lucca nel 1954, ha conseguito il Diploma di Maturità Artistica presso il Liceo Artistico Statale di Lucca ed ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Fernando Farulli. Ha iniziato l'attività professionale artistica nel 1968. Dal 1969 ha tenuto mostre personali e collettive in oltre 36 Nazioni ed ha ricevuto premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali. Ha curato programmi radiofonici e televisivi d'Arte e Cultura. Ha operato come grafico pubblicitario, vignettista ed illustratore, pubblicando suoi elaborati su: ”Portobello”, La Gazzetta di Pisa”, “Pisa In” ed “Il Miserabile”. Nel 1978, ha fondato l'ACCADEMIA D'ARTE DI PISA, che tutt'ora dirige e nella quale insegna Pittura e Disegno. Nel 1979 ha realizzato, in bronzo, il Monumento per L'Anno Internazionale del Bambino, collocato a Trassilico (Gallicano - Lucca). Nel 1984 è stato tra i fondatori dell'Associazione Provinciale Artisti Pisani, della quale è stato Presidente fino al 1999. Nel 1989 ha fondato l'"INTERNATIONAL MAIL ART ARCHIVE", iniziando l'attività artistica nel circuito internazionale della "MAIL ART" come autore ed organizzatore. Sempre nel 1989 ha fondato il Bollettino Artistico "IDEA FUGGENTE" che ha diretto fino al 1999. Nel 1994 inizia la sperimentazione nell'ambito della "Computer Art" ed una sua opera viene inserita nella collezione del "MUSEO INTERNACIONAL DE ELECTROGRAFIA" di Cuenca (Spagna), unico museo al mondo del settore specifico. Nel 2003 gli viene conferito il Premio Nazionale "Cris Pietrobelli" "Alla Carriera". Nel 2017 viene invitato a rappresentare l'Italia all'11° “ITALIART”: Festival dell'Arte Italiana a Digione (Francia).”


  1. Chi è per te Bruno Pollacci?
Un'anima in cammino...... Convinto che la mia presenza, la mia temporanea materializzazione terrena, abbia un senso in quanto anima in continua evoluzione, destinata a fare esperienze ed a crescere, acquisendo coscienza sempre maggiore al fine di raggiungere la “luce dell'Illuminazione”.

  1. L’arte quando è entrata nel tuo cuore?

Conservo ancora, a tale proposito, un foglio di carta velina ripiegata più volte, che mia madre mi ha lasciato alla sua morte, e che testimonia miei disegni realizzati in ospedale quando avevo tra due e tre anni, e che a suo dire, fecero il giro tra medici ed infermieri sorpresi positivamente da quel certo mio talento naturale, avendo disegnato un cacciatore che in sosta sotto un albero, non si era accorto che sopra di lui c'era un uccellina con il suo nido ed i suoi piccoli. I miei, per “tenermi buono” mi davano quaderni in quantità industriali, che io quotidianamente riempivo con disegni e fumetti fin dalla più tenera età. Durante le scuole elementari vinsi i primi premi cittadini di disegno e dopo le scuole medie fu lo stesso mio professore di Educazione Artistica a cercare di convincere mia madre (rimasta vedova da quando avevo 8 anni) ad iscrivermi al nascente Liceo Artistico di Lucca, che proprio quest'anno, infatti stà festeggiando i suoi 50 anni di vita.

  1. Emotivamente, come vivi l'arte? Cosa cerchi nell'atto creativo?

Vivo il bisogno/piacere del fare Arte con profonda partecipazione emotiva, cercando di fondere naturalmente il sentire con il fare. Nell'atto creativo cerco naturalezza e spontaneità, per cui ho lavorato duro fin da ragazzo per acquisire la coscienza e la sicurezza tecnica capace di permettermi tale naturalezza nell'eseguire le mie opere, e nei miei 39 anni d'insegnamento artistico presso l'Accademia d'Arte di Pisa ho sempre spiegato ai miei allievi che la padronanza tecnica non è e non deve mai essere fine a se stessa, ma sempre in funzione delle nostre istanze espressive.

Opera di Bruno Pollacci


  1. Dipingi sull'onda di qualche stato d'animo? È un'esigenza intellettiva o una pulsione inconscia?

Disegno e dipingo solo sull'onda di stati d'animo di empatia tra il mio essere ed il mio fare, altrimenti preferisco “fare altro”. Il fare arte per me è naturalmente un mix tra esigenza intellettiva e pulsione inconscia. Mi ascolto e seguo il cuore.

  1. La sensibilità artistica si forma nel tempo o è un dono innato?

La sensibilità in parte è innata, ma sicuramente la si può stimolare ed elevare anche in modo esponenziale. Per me è stato e continua ad essere un crescendo continuo, in ogni direzione del mio incedere quotidiano.

  1. Hai avuto qualche corrente artistica di riferimento?

Da ragazzino ho ammirato gli Impressionisti, ma poi mi sono lasciato affascinare dall'imprevedibilità inconscia del Surrealismo, pur vivendo il mio percorso artistico ben aperto alle istanze del Dadaismo, dell'Astratto, dell'Informale, della Poesia Visiva, dell'Espressionismo, del Realismo Sociale e del Pop.

  1. Racconti la storia dietro le opere scelte?

“Dietro” le mie opere, indipendentemente da ciò che mostrano al mio prossimo, c'è sempre e solamente la mia interiorità più intima, più o meno evidente. Ogni artista racconta se stesso, il suo stato d'animo, le sue fragilità, i suoi muri, o le sue aperture, i suoi sogni, le sue fughe, in definitiva le sue luci e le sue ombre.

Altro capolavoro di Bruno Pollacci


  1. I quadri che hai realizzato si possono contemplare in qualche spazio virtuale?

Vivo un meraviglioso rapporto con il web, quindi con il mondo virtuale e fin dal 1993 frequento la “Rete” sia con siti personali che con partecipazioni attive ai maggiori “social” come “Facebook” e “Twitter”. Ho quindi miei profili personali, pagine personali ed un sito ufficiale professionale: http://brunopollacci.jimdo.com . Poi ho anche un sito personale per l'altra mia attività parallela di creatore e conduttore radiofonico di programmi di musica Jazz e Blues: www.animajazz.eu .

  1. La rete è fondamentale per l'artista che vuole emergere?

La “Rete” è fondamentale per l'artista che vuole emergere perchè permette la condivisione e l'informazione presso una quantità praticamente infinita di destinatari.

  1. Cosa consiglieresti ad un giovane artista?

Ad un giovane artista consiglierei immediatamente di cercarsi un lavoro capace di offrirgli indipendenza economica in modo da permettergli completa libertà artistica, immune da bisogni economici e mercificatori. E poi di non cedere mai agli inviti dietro pagamento. La richiesta sistematica di denaro all'artista per partecipare alle mostre è da considerarsi una vera e propria offesa, in quanto non basata sulla reale selezione su base qualitativa e professionale.

  1. Hai progetti in corso?

Ringrazio l'Universo per la creatività, la vitalità e l'energia che ancora a 63 anni danno vita al mio essere ed al mio fare ed ho sempre progetti in corso... Il prossimo è dedicato ai Protagonisti del nostro tempo... nel bene e nel male... Che si concretizzerà in una mostra personale in Agosto alla Galleria d'Arte Comunale di Bagni di Lucca. Poi ho un progetto appena aperto sul rapporto tra uomo ed animale e poi un altro progetto specifico sui cani, che adoro fin da bambino......

  1. Con che messaggio ti piacerebbe salutare i lettori?


Saluto i lettori esortandoli a cogliere in ogni cosa considerata anche più semplice, banale e scontata, un dono prezioso dell'Universo, ed a cercare e scoprire il “bello” ovunque, anche sul proprio terrazzo, od in una semplice passeggiata nelle vicinanze, senza aver bisogno di partire per luoghi esotici e lontani. Il Bello e la meraviglia della vita sono intorno a noi ovunque, ed aspettano solo che i nostri occhi siano collegati al cuore con gioia e riconoscenza per manifestarsi...

sabato 3 giugno 2017

La Fame Plastica di Nicola Brizio - Intervista all'autore

Cari lettori,

stasera vorrei presentarvi la prima opera letteraria di Nicola Brizio, “Fame Plastica”, pubblicata con la casa editrice Funambolo edizioni il 16 maggio e presentata alla 30esima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, con la partecipazione dell'illustratore Andrea Granato (alias Andrea Yokurama) che ne ha eseguito le raffigurazioni grafiche.



Fame Plastica è un thriller premonitore ambientato all'interno di un'inquietante metropoli del 2053, che rispecchia senza paura le malattie della nostra società - soverchiata dalla depravazione morale, politica e fisica - e sfoga su carta senza remore sequenze d'immagini che ritraggono le esistenze in rovina dei futuri cittadini del mondo, nelle quali imperversa l'omicidio ed il vizio d'ogni classificazione, l'ostentazione, gli stupefacenti, le spietatezze umane.
Il giovane scrittore si immedesima in uno spregiudicato protagonista che, senza sotterfugi, desidera sconcertare il lettore per incoraggiarlo ad una seria riflessione, attraverso un racconto delirante, cinico e talvolta satirico di una vita edificata sullo squilibrio, dove sesso, droga e violenza sembrano soggiogarlo al proprio volere.
La Fame Plastica dell'autore è l'essenza del libro, che ne permea i pensieri e riempie voracemente il cuore come un crampo doloroso, attraverso metafore che esprimono l'ira e l'angoscia della voce narrante, torturato da un intimo ed infido sentimento qual è l'infelicità, l'insoddisfazione cronica che muta in cancro ed annebbiamento nel quale opacizza ogni parvenza di fede nei riguardi dell'universo.
Prendo subito una pastiglia di Slink e, per un attimo, mi sento morire un po' di meno.”
Solo lo Slink riesce a salvarlo e gettarlo temporaneamente fuori da questo teatro dell'orrore e dall'oppressione morale, pastiglia con cui edulcora e narcotizza il suo “male di vivere”, antidoto alla tossina che pare aver penetrato e dannato eternamente la sua anima, abbandonandolo alla sua solitaria, acuta, seppur muta disperazione.
Con acquiescenza il nostro protagonista erge il sipario su una società ossessionata ed allarmante, dove lo squallore è esploso dovunque, con saltuari aneddoti sulla propria vita - svelati anch'essi con imperturbabilità e disillusione - colpi di scena, incontri e scontri in cui il dolore lo perseguita come un'ombra. L'autore disegna con amara veracità il ritratto del nostro secolo a tinte plumbee, con un linguaggio che stupisce e si vendica dell'ipocrisia e del perbenismo, lasciando libero sfogo ai reali sentimenti umani e alle espressioni per dichiarare esaurientemente il proprio disappunto verso
il pianeta a cui siamo tutti condannati.
La mancanza d'amore lo soffoca e annienta, ma più di tutto, la mancanza dal suo amore Lauren.
Un romanzo originale, scorrevole ed accattivante che merita di essere letto e riletto, un capolavoro contemporaneo che, credetemi, lascerà un segno indelebile nella storia della letteratura italiana.



Questa che segue è l'intervista all'autore:

Ciao Nicola, ti ringrazio per aver accolto volentieri la mia intervista per questo blog. Prima di parlare del libro, ci racconti qualcosa su di te?

Volentieri! Ho 24 anni, a 18 sono scappato di casa e a 21 sono tornato a Bra. Ho appena pubblicato il mio primo romanzo Fame Plastica e ancora fatico a rendermene conto.

Ho letto che la tua passione per la scrittura è sorta nel periodo della tua permanenza in Germania. Cosa narravano i tuoi primi racconti? La cultura del paese ha influenzato i tuoi scritti in qualche maniera?

Ho avuto la fortuna di vivere in città e più nello specifico in quartieri che mi hanno fornito un sacco di spunti di riflessione. I miei primi racconti parlavano di scene che mi era capitato di vivere in Germania: i perdigiorno e i barboni che vivevano alla stazione di Hannover, i tassisti calabresi che giocavano a carte tutta la notte nei bar italiani di Hagen, cose così...

Cosa rimpiangi della Germania?

È stato un periodo che mi ha cambiato radicalmente. Ogni giorno prendevo la macchina e facevo 200 km, conoscevo decine di persone ognuna con una storia da raccontare. Mi sono sentito padrone di me stesso, probabilmente perché non conoscevo nessuno e quindi ero davvero libero di vivere cominciando da zero.

Domanda un po' scontata: chi sono gli scrittori che ammiri? E che libri rileggeresti volentieri?

Credo che per risponderti in maniera esauriente impiegherei dai dieci ai quindici giorni. Per farla breve ti do tre scrittori e tre titoli. Fra i contemporanei ammiro molti Michel Houellebecq perché è un gran provocatore, Don DeLillo perché credo che un autore al massimo dell'ispirazione riesca ad essere profetico e lui spesso lo è e poi Irvine Welsh perché ha uno stile diretto e tagliente che pur essendo molto diverso dal mio trovo davvero d'impatto.

Mi diresti il nome di uno scrittore italiano col quale collaboreresti senza pensarci? O credi unicamente nella pubblicazione da autore singolo?

Credo che farei fatica a collaborare con un altro scrittore, non per presunzione ma perché credo che un buon romanzo o un buon racconto nascano da esperienze di vita. È molto difficile scrivere a quattro mani con una persona della quale magari si conosce poco.

Mentre scrivi inserisci un sottofondo musicale? Quale trovi che sia il momento migliore della giornata per la creatività?

Solitamente scrivo la sera ma non ho un vero e proprio “orario di lavoro”. Quando butto giù la prima idea lo faccio sempre a mano e in silenzio. Quando invece batto a computer quello che ho buttato giù magari correggendolo e migliorandolo mi capita di mettere su un disco dei Jefferson Airplane o dei Soft Machine.

Come selezioni le tue letture?

Non c'è un metodo preciso, solitamente scelgo in base agli autori o al genere al quale mi sento più vicino in quel periodo. Una volta mi è capitato di comprare un libro perché trovavo fantastica la copertina, generalmente è una pessima idea ma in quel caso mi sono imbattuto in quello che sarebbe diventato uno dei miei libri preferiti: “I venerdì da Enrico's” di Don Carpenter.

Hai una massima di riferimento nella tua quotidianità?

Essere speciale ed essere maledetto coincidono spesso.

In che città italiana o estera avresti la gioia di scrivere un romanzo?

Quando si ha qualcosa di interessante da dire ogni posto è buono. Se dovessi scegliere un posto dove mettere insieme le idee per il mio prossimo romanzo però mi dividerei tra Bra, che è la mia città ed è fonte costante di ispirazioni e ricordi e Hagen che è la città tedesca nella quale ho passato più tempo o dove ho lasciato tanti ricordi e tante persone alle quali ho voluto bene.

Perché consigli di leggere Fame Plastica?

Perché aiuta ad accorgersi che siamo molto peggio di quel che crediamo.

Cosa ti rende diverso dal protagonista del libro o identico ad esso?

Probabilmente siamo tormentati entrambi anche se ancora non sappiamo da che cosa. Però lui agisce d'impulso io invece tendo spesso a pensar troppo alle cose.

Hai anche curato diverse sceneggiature per il regista Alberto Biglino. Progetti un futuro da sceneggiatore?

Il cinema è la mia grande passione insieme alla lettura e alla scrittura. Scrivere una sceneggiatura è qualcosa di molto diverso da scrivere un romanzo. Il lavoro di coppia è indispensabile ed è fondamentale scrivere in maniera semplice e diretta per facilitare il lavoro del regista.

Come intendi promuovere nei prossimi mesi la tua opera? E quali progetti impegneranno il tuo tempo dalle stampe del tuo libro in avanti?

Presto forniremo le date per alcune presentazioni che faremo in Piemonte e non solo. Sto lavorando ad un nuovo romanzo oltre che al prossimo corto di Utopia Underground Film.

Con che messaggio desideri salutare i lettori?

La lettura sovversiva alimenta la Fame Plastica.


mercoledì 31 maggio 2017

domenica 28 maggio 2017

AREA SOGNATORI, il mio nuovo libro

Annuncio con gioia che stamattina è stata pubblicata la mia prima raccolta di poesie. Si intitola "Area Sognatori - Perdimi d'amore nell'innocenza di un peccato". Disponibile su Lulu, al momento, ma presto il libro verrà distribuito anche su altri store online. :)
Non posso far altro che ringraziare col cuore la IRDA Edizioni, che ha creduto in questo magico sogno ad occhi aperti.



Le illustrazioni e la cover sono state realizzate dalla mia migliore amica e Graphic Designer LAVINIA CRISTIAN, qui trovate tutte le informazioni sulla sua attività http://laviniacristian.co.uk/

Inoltre ringrazio CRISTIAN VERDESCA per la progettazione grafica sublime e FABIO CARISIO per la postfazione lirica incantevole.


Vi lascio con la meravigliosa PREFAZIONE del mio editore FRANCESCO LUCA SANTO:



La poesia non è solo un insieme di parole, non è
neanche un insieme di pensieri o di impressioni, la poesia
è principalmente vita, sentimento, passione, passionalità
e amore. Tutte queste caratteristiche distinguono da sempre

l’arte poetica da qualsiasi altra forma letteraria scritta.

Ma, nonostante la poesia abbia detto tutto attraverso la

penna dei più grandi ed illustri autori, rimane intatto

quell’alone di mistero che la rende maledetta e soave,

buona e cattiva. Ne consegue che ancora oggi i poeti riescono ad emozionarsi e soprattutto ad emozionare con la
semplicità dell’amore. Sì perché oltre ogni discorso letterario,
oltre ogni tesi sull’evoluzione o involuzione poetica,
è oggettivamente riscontrabile il potere unico e immenso
che ha il sentimento dell’amore su ognuno di noi.
Ed infatti, leggendo l’opera della poetessa Alka Badea si
rimane positivamente colpiti dalla purezza e dalla schiettezza
con la quale l’autrice riesce a parlare attraverso la
poesia del suo mondo interiore, del suo attaccamento filiale
a quel sentimento che è puro nutrimento, nettare essenziale
per sfidare la vita in tutto il suo cinismo e frenesia.
Non è facile al giorno d’oggi essere stilisticamente efficaci,
freschi, genuini, innovativi, perché il palato intellettivo
degli amanti della poesia è alquanto sofisticato e 
schizzinoso. I confronti con le grandi opere non mancano
e spesso sono spontanei. Ma Alka è riuscita a distaccarsi
dalla convenzionalità, è riuscita a creare
un’opera nell’opera, una sorta di endemismo che diviene
quasi misticismo perché non ha badato al passato, non ha
badato al giudizio ma ha lasciato solo che la mano lasciasse
sul foglio l’impronta della propria anima, il respiro
del proprio cuore. L’autrice ha spogliato tutta la sua emotività
dandole il volto della parola, del linguaggio puro del
sogno che ha creato una parentesi di autentica letteratura
poetica moderna.
I versi non sono mai costruiti, non c’è pomposità né
forzatura; al contrario c’è uno stile sobrio, ponderato, vitale
ed essenziale. L’amore non è mieloso, non è adolescenziale,
non è favola dal lieto fine, è solo realtà, discernimento,
esperienza, vita. Così pian piano ci si accorge
che ogni parola è un pezzo di anima che vuole urlare, ogni
frase è un ricordo che vuole vivere, ogni poesia non è
altro che un terreno rivestito da tante piccole rose che
sono lacrime di dolore e di gioia che hanno deciso di venire
al mondo vestendosi di canto per regalare un attimo
di verità a chi avrà la bontà di entrare in punta di piedi nel
piccolo ma grande mondo della poetessa Alka Badea.

Francesco Luca Santo

martedì 23 maggio 2017

La donna che sussurra agli angeli... Susi Gallesi - l'intervista

La guardi e sembra lei, un angelo. Quando parla è chiara e rasserenante come l'azzurro di un cielo limpido. Ma in realtà ha un dono.

Susi Gallesi

Accogliente e serafica, Susi Gallesi, nata a Finale Emilia il 04/07/1962, ha scritto la propria toccante testimonianza nella sua prima autobiografia “Ali d'angelo sul mio cammino” , pubblicata nel 2014, che subito ha conquistato la mia anima e la mia attenzione.

Copertina del libro di Susi

Il libro svela la sua sensazionale esperienza con queste eteree sembianze, la vita della scrittrice – avviata da un'infanzia difficile, ma nella quale già aveva espresso il dono innato di saper comunicare con queste creature celesti – e trasmette a cuore aperto un messaggio di speranza a tutti, con coraggio, illuminando come un bagliore di luce contagioso.
Dello stesso tema avevo letto, nel 2014, il libro di Craig Warwick “Tutti quanti abbiamo un angelo”, uscito però nel 2011/2012. Avendo sempre intimamente creduto nell'esistenza degli angeli, ho voluto porle gentilmente tutte le domande sospese in me da quella lettura, e lei ha voluto appagarle con enorme amore.
Prima dell'intervista ho assistito a qualche sua testimonianza, come quella rilasciata sulla stazione radio “Web Radio Sole Quantico” che mi ha profondamente commossa e quella nella trasmissione televisiva “La strada dei miracoli”, dove risponde alle più svariate domande, sempre col sorriso e l'incredibile dolcezza che la contraddistinguono, virtù di persone che hanno compreso il senso della vita e non la sprecano a ferire inutilmente, stupidamente, cuori innocenti.
Ora vi lascio all'intervista più bella della mia vita.

1. Ciao Susi, ti ringrazio per la tua disponibilità. Sapevo che rispondi sempre a cuore aperto alle persone che ti contattano e questo fa di te una persona veramente buona e generosa. Hai mai letto libri su altre testimonianze angeliche?

Gli unici libri che ho letto sono quelli di Althea, mi ha sempre trasmesso fiducia.

2. Conosci persone con il tuo stesso dono?

Non conosco altre persone, solo la signora a cui ho chiesto un incontro pagando per una mia incertezza personale. Mi è capitato in passato di mettermi in discussione, per paura di sentire cose che non mi venivano riferite che fossero frutto della mia mente. Con quel contatto ho avuto le mie conferme. Preciso che tutti li possiamo sentire.

3. Come fai a riconoscere i sensitivi onesti? Te lo chiedo perché hai accennato all'incontro con alcuni di essi che ti hanno aiutata ad entrare in contatto con queste entità di luce.

L'onesta di chi è vero sta soprattutto nel non chiedere cifre, nella tranquillità e nella bontà della persona da lassù ti trasmettono una pace indescrivibile, è impossibile che - per chi riesce a raggiungere il contatto con Loro - sia prepotente, vanitoso o pieno di rabbia. Per questo riferisco il sistema per sentirli: ti donano pace.

4. Credi nella Legge di Attrazione o pensi che le coincidenze siano opera degli angeli? Ad esempio, quando ciò che desideri fortemente si manifesta a te è grazie a Loro?

Credo nella legge dell'attrazione e penso che le coincidenze non esistono, so per certo che tutto è guidato da gli Angeli, bisogna imparare ad ascoltare. Sì, credo che tutto ci arriva sia per opera Loro, naturalmente dipende da noi aiutarli lasciando andare disperazione, lamentele, rabbia, con la fiducia e la serenità gli diamo la possibilità di raggiungere il nostro pensiero.

5. Gli angeli conoscono il nostro destino?

Certo, conoscono tutto di noi, ci siamo scelti il nostro percorso ma siamo liberi di fare ciò che vogliamo, il famoso libero arbitrio. Sicuramente arriviamo alla fine prestabilita, dipende da noi in che modo, pulendo la nostra anima o meno.

6. Possono descriverci l'aldilà? Hanno visto Dio?

Ci descrivono e ci fanno vedere questo mondo meraviglioso parallelo al nostro. Vivono vicino a Dio. Io non so come è fatto, lo reputo una energia meravigliosa superiore a tutto e in cuor mio credo, nonostante la sua superiorità, meriti amore più di chiunque altro: ha creato un mondo meraviglioso e noi, con la nostra cattiveria e corsa verso il potere, distruggiamo ciò che è bellissimo. Non credi che meriti la compassione?

7. Possono guarire?

Possono sicuramente aiutarci nella malattia, ma se dobbiamo morirne non possono impedirlo.

8. Possono essere arrabbiati/offesi a causa nostra e ignorarci?

Non si arrabbiano mai, sono sempre vicino: ridono, ci fanno scherzi, ci mettono alla prova, ma il Loro sentimento è sempre di amore e comprensione.

9. Come fai a capire se il tuo angelo custode è fiero di te?

Il mio Ariel mi dice sempre che mi ama, che è fiero, mi gratifica e mi riempie d'amore con parole, abbracci e segni.

10. Tu li descrivi come esseri amorevoli, ma la vista di un angelo la prima volta può spaventare? E la presenza di un angelo (invisibile) che sentimenti suscita?

Certo che la visione di un Angelo può spaventare, fin quando non li riconosciamo: è un mondo che non vediamo materialmente, ma è un problema nostro, Loro non fanno paura. La presenza di un Angelo ti provoca emozioni fortissime, le lacrime ti scendono dal nodo in gola che senti senza che tu te ne accorga; la Sua presenza ti può immobilizzare, sono energie fortissime ma splendide.

Fotografia scattata dal cellulare di Susi, che ritrae un preciso segnale celeste dagli angeli

11. La paura rischia di non farli manifestare mai?

Sì, se hai paura non si fanno vedere, le nostre paure ci chiudono la mente.

12. Hai spesso detto che Ariel ti abbraccia. L'abbraccio di un angelo è simile a quello di una persona fisica?

L'abbraccio di un Angelo è diverso da quello fisico, è più forte, ti dà calore, ti immobilizza, è delicato e tenace allo stesso tempo, ti fa dimenticare le angosce, ti fa ridere e piangere allo stesso tempo.

13. Si vedono gli angeli tra di loro, in una stanza?
Si vedono tra di Loro, lavorano insieme, si muovono a velocità incredibile e sono pronti ad accorrere da noi. Hanno la possibilità di vivere sia nel Loro mondo che nel nostro.

14. Per chiedere consiglio a un angelo su una cosa che ci sta a cuore, come si fa?

Bisogna chiedere ad alta voce, con serenità, affidando a Loro il risultato di ciò che chiediamo, compresi i nostri problemi, ringraziando ancora prima che i nostri desideri vengano esauditi, dimostrando fede in Loro.

15. Quando si prova diffidenza nei confronti di una persona, potrebbe essere la protezione di un angelo dalla medesima o il sesto senso?

Non credo nel sesto senso, so che ogni sensazione che sia verso una persona o un'azione è guidata da Loro.

16. Questa domanda ti farà un po' sorridere: io faccio tanti disastri, è possibile che il mio angelo custode si diverta a combinarmeli? Craig, ad esempio, ha segnalato angeli "bambini" che semplicemente vogliono giocare con noi. Tu cosa ne pensi?

La tua è una domanda logica: certo che ce ne combinano, ma sempre per farci capire qualcosa. Gli Angeli adorano ridere di noi. Non voglio contraddire Craig, non lo conosco, l'ho visto in tele una sola volta e l'adoro. Ciò che è stato riferito da Loro è che c'è differenza tra Angeli e Anime di luce: gli Angeli sono energie fortissime, il Loro compito è di proteggerci, salvarci e guidarci; le Anime dei bambini sono sicuramente più pure, ma sono Anime e non Angeli.

17. Nella tua autobiografia spieghi come riconoscere lo spirito guida?

Sì, lo spiego ma è molto semplice, basta avere un po' di pazienza e si fa riconoscere, a volte te lo dicono anche.

18. Illustri rituali e cose simili, oltre a raccontare la tua coesistenza con gli angeli?

No, non conosco rituali, l'unica cosa che consiglio è la meditazione: aiuta ad aprire la mente e anche usare mentalmente gli Angeli e cerchi di luce per crearci energia pulita.

19. Hai poi scritto il seguito di "Ali d'angelo sul mio cammino", vero?

Sì, ho scritto “Angeli semplicemente Angeli”, sto aspettando la pubblicazione. Adoro questo libro, mi ha guarito da tanti problemi - ho scavato nel mio cuore su cose che avevo rimosso - e fa capire quanto aiuto abbiamo.

20. Hai mai fantasticato di scrivere un romanzo rosa o drammatico, stile “Ghost” o “La città degli angeli”?

No, non ho pensato di scrivere romanzi e ti spiego perché: sono anni che sto lottando per la verità su questo mondo visibile e invisibile, adoro scrivere ma mi hanno sempre detto che sarei riuscita a far vedere, non a convincere la verità su di Loro. E continuerò a scrivere autobiografie, ma sai, non si sa mai, adoro le favole.

21. Ultima domanda, classica: progetti imminenti o sogni nel cassetto?

Certo, il mio sogno è comunque di realizzarmi su ciò che faccio, anche se, devo dire, sto bene. Desidero che tutti riescano ad incontrarsi con questo mondo. Ho progetti per la salvezza degli animali e anche sulle violenze in genere. Sto scrivendo un altro libro e chiedo sempre di non cambiare mai, finalmente sono fiera di ciò che sono. Chiedo sempre al mio Ariel di lasciarmi i principi e l'umiltà che mio padre e Loro mi hanno insegnato.

Ringrazio Susi Gallesi per la gentilezza del tempo regalatomi e la sincerità. Mi fa credere ancora all'esistenza della bontà e dell'umiltà sulla terra.
Per finire in bellezza, come potrei non linkarvi quella famosa canzone di Tiziano Ferro “Angelo mio”?