La solitudine o ci fa ritrovare o ci fa perdere noi stessi. (Roberto Gervaso)

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lunedì 15 maggio 2017

Mathias PDS: Ribelle fuori, poeta dentro – l'intervista.

Cari lettori,
oggi vorrei presentarvi un poeta della strada che seguivo con enorme meraviglia e sincera lode su Facebook, Mathias PDS.
Sono rimasta molto affascinata dall'iniziativa di trascrivere versi su muri e parapetti delle città, in maniera tale che la poesia possa sfiorare chiunque vi passi casualmente vicino, penetrando cuori intorpiditi e svegliando sguardi disillusi, inducendo la gente a riflettere, a sentire.


Presidente dell'associazione Poeti della Sera, di cui esiste la pagina omonima su Facebook, Mathias ha fondato nel 2012 a Milano – cooperando con l'artista di strada e poeta Ivan Tresoldi - il movimento della poesia urbana, partecipando a tutti i festival internazionali promossi da quest'organizzazione e realizzando diverse opere sparse per l'Italia (come Palermo, Genova, Roma, Lecce, Milano, Udine e Castellammare del Golfo).
Con il suo gentilissimo permesso, ho estratto qualche citazione dalla sua Pagina per lasciarvi un piccolo assaggio della sua arte.


Di seguito, la nostra chiacchierata! :-)


Ciao Mathias, da dove arriva il tuo amore per l'arte poetica?

Il mio amore per la poesia si sviluppa agli albori della fase adolescenziale, quando, grazie a mio padre (anch'egli poeta), comincio ad avvicinarmi a questo mondo per nulla semplice ma incantevole.

La poesia di strada mira a far innamorare le persone della poesia?

La poesia è tornata in strada per molteplici ragioni. Sia per avvicinare le persone in generale e non solo i lettori a questa realtà artistica con frasi spesso semplici e dirette (denominate anche "scaglie poetiche") sia come segno di protesta e dunque per ribellarsi a quel mondo editoriale che non da merito, come forse dovrebbe, ai poeti e alla poesia di questa generazione.


Sulla tua pagina Facebook hai scritto "Ribelli fuori, poeti dentro". Una ribellione tesa a lottare contro cosa?

La frase figurerà come titolo di un romanzo breve, autobiografico, che tenterò di pubblicare a breve. Al di là di questo la ribellione accomuna un pò tutti gli street artist e poeti di strada. Un'opera d'arte per essere definita tale necessita di veicolare il suo messaggio e, a detta mia, l'atto ribelle di trascrivere poesie sui muri esprime già di per sé un messaggio preciso.


Mi pare di aver capito che non sei l'unico amministratore della pagina, o sbaglio?

La pagina è gestita da tre persone in tutto.

Quali sono le doti umane del poeta, per te?

Fluente immaginazione, perseveranza, determinazione.

Quali poeti ti ispirano maggiormente? E quali sono stati vitali per la tua formazione?

I poeti che preferisco sono: Allen Ginsberg, Gregory Corso, Garcia Lorca, Neruda, Rimbaud, Verlaine, Boudelaire, Quasimodo, Bukowski, Pavese e Ungaretti. Tuttavia, per la mia formazione poetica devo ringraziare un cantautore che amo in particolar modo, Rino Gaetano.

Abitualmente, cosa leggi?

Tendenzialmente solo classici.

Un libro che consideri un capolavoro?

1984, di George Orwell.

Come vivi la poesia?

Provo a viverla in prima persona, lasciando scorrere la sua musica e introducendo la sua metrica in ogni aspetto del quotidiano.

Quale pensi che sia la tua missione di poeta?

Spero, nel mio piccolo, di poter rendere grande il movimento di poesia di strada che ho fondato insieme a tanti altri poeti come Ivan Tresoldi, Mr Caos, Il M.e.P, i Poeti Der Trullo e così via.

Che ricordo ti lega alla tua prima composizione poetica?

Purtroppo, visto il tempo trascorso, non saprei rispondere a questa domanda.

Cosa anima i versi della tua ultima raccolta "Fra il silenzio e il rumore"?

L'odio che nutro nei confronti dell'ingiustizia, la tristezza nei confronti degli italiani che versano in condizioni economiche disagiate, il marcio e il degrado, talvolta la speranza illusoria di una ripresa basata sui valori morali, e uno stato attuale perennemente interposto fra un rumore e un silenzio.


Da cosa deriva la scelta del titolo?

Proprio dal mio stato attuale che è interposto fra il silenzio della rassegnazione e il rumore della rabbia. In fin dei conti, a pensarci bene, siamo tutti sospesi fra il silenzio e il rumore.

Partecipi a reading poetici? Cosa ne pensi in merito?

Non ho mai partecipato a un reading poetico. La poesia di strada, di norma, si ferma sui muri.

Quale domanda adoreresti ricevere in un'intervista?

In una intervista... nessuna.

Attualmente, ti stanno occupando ulteriori attività creative?

Sì, a settembre sarò a Milano per la quinta edizione del festival di poesia di strada. In estate, invece, vagherò come un imbianchino errante (ma con la disposizione d'animo di un vecchio ramingo) per la Sicilia.

Con quale poesia decidi di salutare i lettori?

Con questa mia massima:

All'ombra della natura
per contestare
il bagliore della società



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